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venerdì 10 gennaio 2014

Adolescenti: sempre più indecisi e insicuri??

Il rischio di cellularomania e la distorsione di innumerevoli funzioni psicologico-sociali sono presenti in forme maggiori nei ragazzi adolescenti, in quanto l’età evolutiva è il momento dell’apprendimento delle modalità di contatto sociale reale e delle capacità di controllo degli impulsi e delle emozioni. 
La comunicazione attraverso il telefonino, infatti, potrebbe finire per divenire l’unica capacità di mettersi in relazione e contemporaneamente la sua costante possibilità di contatto non stimola né la capacità di controllare il rinvio della soddisfazione dei bisogni che si concretizza nell’attesa, né la conseguente creatività che si sviluppa nell’attesa. 
In tal modo, il pensiero lascia sempre più spazio all’azione, al prezzo dell’incapacità crescente di reggere la lontananza e il distacco, perdendo di vista che essi non sono esclusivamente pesi da alleviare, ma anche spazi che è possibile colmare coltivando quelle importanti dimensioni psicologiche rappresentate dalla fantasia e dalle immagini interiori. 
Inoltre, l’abuso della possibilità di superare le barriere spazio-temporali sembra rendere i ragazzi sempre di più approssimativi, ossia incapaci di prendere decisioni e impegni precisi, in virtù della possibilità di rinviare le scelte e gli appuntamenti a momenti successivi di contatto.

Noi genitori vogliamo questo per i nostri figli? Vogliamo crescere adolescenti indecisi e insicuri e magari incapaci di prendere in mano la propria vita?
Lottiamo contro queste nuove dipendenze, aiutiamo i nostri figli a costruire la propria identità in modo pieno e autentico!

domenica 5 gennaio 2014

SMS: cc..cm va??

Il sistema dei messaggini telefonici ha trovato ben presto grande diffusione in relazione alle possibilità di conciliare un mezzo di comunicazione economico, scritto (e quindi conservabile) e indiretto quanto una lettera. Prima, infatti, chi non riusciva ad esprimere qualcosa verbalmente, poteva farlo attraverso una cartolina o con una lettera. Chi di noi non ha usato carta e penna per dichiarare il proprio amore al nostro amato/a?
Oggi ciò è possibile attraverso una e-mail o, più velocemente e più alla portata di tutti, attraverso un sms.

Da una recente indagine ISTAT in Italia, sull’uso dei mezzi di comunicazione e delle nuove tecnologie, è infatti emerso che il cellulare occupa il 2° posto, dopo il televisore.
Ben presto la necessità di esprimere tanto attraverso uno short message ha portato allo sviluppo di un linguaggio sintetico, fatto di abbreviazioni e codici che è indubbiamente più diffuso tra i giovani e che rappresenta il vero rischio della dipendenza da sms, soprattutto in età evolutiva. Alcuni studi hanno infatti osservato come il  linguaggio sintetico rischia di prendere il sopravvento tra le funzioni cognitive ed emotive in via di sviluppo, predisponendo alla strutturazione di una forma di pensiero eccessivamente sintetico.
Certo le caratteristiche del cellulare sono affascinanti: può essere usato dovunque e in qualunque momento, dà la possibilità di essere raggiunti in ogni momento, può essere sempre portato con sé, lasciato acceso o spento a piacimento.

Quando l’uso non è più critico e controllato si entrare nella dipendenza.
Il ritiro progressivo dal mondo reale viene determinato dalla perdita di interessi, da improvvisi cambiamenti d’umore, da disturbi del sonno e dell’alimentazione. L’uso eccessivo, l’invio a ripetizione velocissimo di SMS , il tempo prolungato passato al cellulare anche a giocare con i giochi interattivi sono comportamenti problematici e come spesso succede tra gli adolescenti li espone al rischio della nuova dipendenza.

domenica 29 dicembre 2013

Genitori...all'avanguardia!!

Di fronte ai nostri figli spesso ci troviamo impreparati e non sappiamo come affrontare le nuove sfide che ci presentano tutti i giorni. Abbiamo così pensato di riportarvi 6 regole base da seguire per riuscire ad instaurare un giusto rapporto con i propri ragazzi e affrontare positivamente quel tanto temuto cambiamento: l'adolescenza.
Ecco a voi i nostri consigli:

Comunica con i tuoi figli:
Parlagli dei rischi legati alle nuove tecnologie, senza dare per scontato che li conoscano già. Ma non solo. Comunica su tutto. Un minore che sa gestirsi bene online, spesso ha avuto un buon dialogo con i propri genitori sui temi più importanti della crescita: l’educazione sessuale, come relazionarsi con gli altri, come saper riconoscere e gestire le proprie emozioni. Anche “le regole” dovrebbero essere il risultato di un rapporto comunicativo tra te e loro. Stabilire insieme la quantità di tempo che si può rimanere connessi, come usare i Social Network è un modo per responsabilizzare i nostri figli, oltre che confrontarsi sui tanti temi collegati.

Cerca di essere un buon esempio:
Più il tuo rapporto con le tecnologie sarà sano ed equilibrato, più la stessa cosa succederà ai tuoi figli. Perché quando parliamo di educare, niente è più potente dell’imitazione. I tuoi figli ti studiano, ti imitano senza che te ne renda conto. Pensi di navigare in modo sicuro? Rispetti sempre la privacy delle altre persone? Sai prendere il meglio da Internet o navighi solo per passare il tempo?

Informati su cosa fanno:
Dovresti sempre essere al corrente di cosa fanno i tuoi figli, chi frequentano, cosa gli piace. Su Internet, così come nella vita reale. Solo così potrai valutare, ad esempio, se stanno investendo troppo nella tecnologia, e non hanno abbastanza amici o interessi nella vita “reale”. Anche se c’è un equilibrio, dovresti comunque informarti su che siti frequentano, come gestiscono i loro profili, se conoscono persone nuove, se sanno gestire la propria privacy. Certo, senza invadere mai il loro campo, e a seconda della loro età e maturazione. Se sono già abbastanza grandi dovresti muoverti con discrezione, senza spiarli, navigando insieme ogni tanto, condividendo interessi comuni online.

Aiutali a capire il valore della privacy:
Nella nostra società, la privacy è sempre più importante e coinvolge tanti aspetti della nostra vita, dal rispetto degli altri al diritto a un’intimità personale. Per questo è un concetto chiave nella navigazione sicura, così come per l’educazione dei tuoi figli. Approfittane. Stabilite insieme cosa si può inviare/postare/condividere online e cosa no. Spiegagli il perché. Fagli vedere che c’è anche una legge che regola la privacy e vari modi per difenderla da chi vuole violarla.

Tieniti aggiornato:
Forse non vuoi diventare un “esperto” di computer, ma si tratta del mondo dei tuoi figli e quindi ti conviene informarti almeno sulle nozioni tecniche di base e aggiornarti. Se ancora non ne sai nulla, cerca di capire il più possibile il mondo dei Social Network: è molto probabile che investano parte delle loro energie e dei loro affetti lì dentro. Magari approfittane per navigare insieme a loro. Apriti anche tu un profilo, studia bene come impostare la privacy.

Stimola i loro interessi:
Aiutali a prendere il meglio da Internet, segnalagli siti per crescere, studiare o soddisfare una loro curiosità. Ma anche, e soprattutto, stimolali a trovare interessi fuori dalla Rete: musica, sport, volontariato, amici, arte. C’è tutto un mondo, lì fuori, che è ancora più ricco di cose. Internet dovrebbe essere lo strumento “integrativo” che aiuta a coltivare le proprie passioni nella vita “reale”: condividendo informazioni con chi ha lo stesso interesse, scoprendo nuove attività, nuove emozioni, nuove esperienze.

domenica 22 dicembre 2013

Hello Denise


fff
Titolo: Hello Denise
Nazione: USA
Anno: 1995
Durata: 91
Genere: GROTTESCO
Regia: Hal Salwen

Serie di storie paradossali in cui tutte le comunicazioni avvengono attraverso media (telefono, cellulare, fax, computer) senza che vi sia alcun contatto diretto. La protagonista, Denise, cerca di contattare il padre biologico del bambino che sta per avere, che le aveva anonimamente donato lo sperma. Un'altra coppia senza mai conoscersi personalmente inizia una relazione fatta di sesso virtuale. Frank, altro personaggio del film, stanco di questo continuo parlarsi senza incontrarsi, decide di fare un party per il Capodanno. Denise arriva e suona invano al campanello..Frank aprirà o la paura di avere il minimo contatto veramente umano gli impedirà di farlo?

Riflessione: Riusciranno i nostri amici a convivere con le confortevoli e insidiose tecnologie del secolo futuro?

Questo film, sebbene del 1995, riesce a cogliere con intelligenza uno dei problemi che invadono la nostra società: l'incapacità di misurarsi in relazioni amichevoli o sentimentali con persone in carne e ossa, quindi con la realtà. Le successive innovazioni tecnologiche hanno accentuato e aggravato il fenomeno.

Provocazione: quale sara il futuro dei nostri figli? Come si svilupperanno le relazioni? Saremo ancora capaci di entrare in contatto con l'altro o ci chiuderemo sempre di più dietro ad uno schermo?

sabato 21 dicembre 2013

Proposta di lettura!


Oggi abbiamo pensato di proporvi un libro relativo alle nuove dipendenze. Potete leggere di seguito una piccola introduzione.


Titolo: Psicopatologia web-mediata. Dipendenza da internet e nuovi fenomeni dissociativi
Autore: Federico Tonioni
Editore: Springer
Data di pubblicazione: 2013
Pagine: 186


Internet ci può far male? L’unica risposta sensata è “dipende”. Da chi siamo, da come lo usiamo, dagli strumenti cognitivi e dalle competenze emozionali che abbiamo a disposizione. Più facile rispondere ad una seconda domanda: internet ci cambia? Certamente sì. Ecco perché questo saggio, apparentemente un manuale per addetti ai lavori, è una lettura utile non solo per i professionisti cui si rivolge - psichiatri, psicologi, educatori - ma per chiunque di noi si interessi alla realtà che ci circonda.
Esperto di dipendenze patologiche e responsabile di una delle poche strutture in Italia dove si trattano le dipendenze da internet, Federico Tonioni va ben oltre i suoi giovani pazienti immersi in un universo virtuale. Affrontando il web per quello che è, una rivoluzione cognitiva che sta cambiando non solo la nostra visione del mondo, ma anche il modo in cui ciascuno di noi vive e sviluppa la propria immagine e la propria identità. E anche l’esperienza di dissociazione di cui parla Tonioni: quella che sfioriamo quando ci immergiamo in un’ esperienza virtuale emotivamente coinvolgente chattando o giocando on line, e che si manifesta in termini clinici, quando attraverso la rete si creano forme di dipendenza da gioco o sesso.
L’autore analizza senza pregiudizi l’era digitale in cui viviamo, cercando di vedere come il cyberspazio interagisca con la nostra realtà. Perché accanto a conseguenze negative ci sono casi in cui la rete crea socialità, accresce competenze, aiuta a superare il disagio. Il che non ne fa uno strumento neutrale, visto che la divisione tra i nativi digitali e noi adulti “immigrati digitali” più o meno competenti sembra destinata ad acuire l’eterna distanza tra genitori e figli adolescenti.
Proprio per fornire ai lettori una base di conoscenze comuni, Tonioni approfondisce i concetti base di dipendenza ma anche la storia di internet e dei suoi prodotti, difficile da “fermare “ in un saggio perché in continua, frenetica evoluzione.

Buona lettura!

sabato 14 dicembre 2013

Cellularomania!

I giovani di oggi sono abituati a usare strumenti tecnologici fin da bambini: siamo entrati nella generazione dei “nativi digitali”.
Come gli altri strumenti di comunicazione anche il cellulare rappresenta un mezzo tecnologico di crescente utilizzo ma, come dimostrano recenti e numerosi studi, è anche un oggetto verso il quale si può sviluppare una vera e propria forma di dipendenza. 
Parallelamente alla crescita nell'uso si assiste infatti all’incremento di casi di quella che, in alcuni paesi, è già diventata una “malattia sociale” e che è stata definita “telefonino-dipendenza”, “cellularomania” o “cellulare-addiction”.
La dipendenza dal cellulare può distorcere alcuni elementi fondamentali nella vita di ogni persona. Cerchiamo quindi di informarci e conoscere le conseguenze di un cattivo utilizzo del cellulare; osserviamo alcuni principali rischi:

  • Il cellulare può diventare uno strumento per gestire abitualmente le relazioni. In tal modo è possibile che la “comunicazione telefonica” diventi un sostituto della “comunicazione reale , che lo strumento tecnico finisca per sostituirsi alla realtà.

  • Il contatto-distacco può finire per far idealizzare il referente delle comunicazioni telefoniche o via sms, sulla base di meccanismi di proiezione di desideri che possono innescarsi facilmente su comunicazioni fatte di brevi conversazioni o di pochi caratteri. 

  • Il cellulare può sviluppare relazioni esclusivamente legate alla sfera mentale-emotiva, che alimentano una frammentazione e un disconoscimento del corpo come irrinunciabile mezzo di contatto nelle relazioni interpersonali.

  • Il cellulare può accelerare eccessivamente alcuni processi di distacco emotivo che prima avevano tempi più “umani” rispetto a quelli tecnologici offerti dal telefono mobile, nel corso dei quali gli irrinunciabili scambi faccia-a-faccia potevano portare a riflessioni importanti, oggi talvolta impossibili.

  • Il cellulare può generare una mancanza della possibilità di sperimentare la dimensione del lutto e la sua possibile elaborazione, una esperienza centrale per la differenziazione tra “mondo interno” e “mondo esterno” che, soprattutto fra i giovani, può rendere confusi e persino “fusi”, con possibili conseguenze negative sulla capacità di mentalizzazione e di interiorizzare l’altro attraverso la rappresentazione fantastica della realtà.

venerdì 6 dicembre 2013

"I forgot my phone"

Fortunatamente ci sono ancora persone (rare ma esistono!) che hanno deciso volontariamente di farne a meno del cellulare. Altre invece sono per l’uso moderato e sano (da usare in caso di emergenza o solo in situazioni davvero necessarie). I più non riescono a vivere senza!
Oggi vi vogliamo mostrare questo filmato che rende l’idea, purtroppo non tanto lontana dall’effettiva realtà, della dipendenza da cellulare che caratterizza la nostra società, e soprattutto i nostri adolescenti.
Il corto s’intitola “I forgot my phone” ed è stato realizzato a Los Angeles da Charlene de Guzman.

giovedì 5 dicembre 2013

Dal telefono al telefonino: cambiamenti socio-psicologici

La tendenza di questo moderno e trasportabile strumento di comunicazione telefonica a diventare nel giro di poco tempo alla portata di tutti, indipendentemente dall’età o dallo status socio-economico, implica delle riflessioni riguardanti le principali funzioni sociali e psicologiche che egli assolve.
In generale possiamo affermare che il cellulare ha comportato l'evoluzione di tre importanti funzioni psicologiche relative sia alla sfera individuale, che a quella relazionale:

1 regolare la distanza nella comunicazione e nelle relazioni. Attraverso il telefonino, infatti, si può proteggersi dai rischi dell’impatto emotivo diretto, ma anche si può mantenersi vicini costantemente alle persone, gestendo l’ansia da separazione e la distanza.

2 gestire la solitudine e l’isolamento, assumendo quasi il ruolo di “antidepressivo multimediale”.

3 vivere e dominare la realtà, regalando l’idea di poter essere presente e capace di “fermare il tempo”, con una o più immagini, un’illusione di potere e onnipotenza.

Osservando l'evoluzione di queste funzioni psico-sociali è possibile capire come il telefonino sia un importante strumento di risposta ad alcuni bisogni delle persone. Per gli adolescenti, infatti, esso viene utilizzato come strumento di difesa per affrontare le insicurezze nella comunicazione; i genitori invece, una risposta al proprio bisogno di restare costantemente presenti nella vita dei propri figli, usando il cellulare come un “guinzaglio tematico” .
Bisogna però fare attenzione all'uso e all'importanza che diamo a questo strumento multimediale poiché il suo abuso può comportare conseguenze negative e pericolose, incidendo sulla vita del singolo.

Riflettiamo quindi e aiutiamo i nostri adolescenti a farne un uso adeguato!

sabato 30 novembre 2013

La nascita del cellulare

Il telefono cellulare è stato inventato da Martin Cooper, che fece la sua prima telefonata da un cellulare il 3 aprile 1973. In Italia, secondo i dati resi pubblici dall'Autorità per le Telecomunicazioni, questo mezzo di comunicazione si è diffuso a metà anni novanta, avendo un vero e proprio boom di vendite nel 2000.
Nei primi anni questi dispositivi erano particolarmente costosi, per questo il cellulare era uno strumento privilegiato, alla portata di pochi, il cui possesso assolveva la funzione di rendere costantemente rintracciabili in tempo reale quella nicchia di utenti “socialmente impegnati e importanti”. Dalla seconda metà degli anni novanta invece, con lo sviluppo delle nuove tecnologie e grazie ai prezzi più contenuti, il cellulare smise di essere uno status symbol. Ben presto esso ha cominciato a rispondere e ad alimentare il bisogno comune di essere vicini, superando i confini dello spazio e del tempo, trasformando profondamente le possibilità delle relazioni quotidiane e favorendo anche la possibilità di aumentare le occasioni di intimità. Il cellulare diventa così uno strumento presente nella vita di ognuno! 
È diventato uno strumento utile per potere rimanere sempre in relazione con gli altri, per mettersi in contatto con le persone più care, per garantire reperibilità e rintracciabilità. Spesso, anche gli stessi genitori premono nel comperare un cellulare ai propri figli adolescenti poiché si sentono più tranquilli e sicuri, possono tenerli maggiormente sotto controllo e avere sempre un contatto quando necessario. Ma l'evoluzione nell'uso di questo mezzo di comunicazione presenta solo aspetti positivi?

giovedì 28 novembre 2013

Una proposta interessante!


"Le Nuove Dipendenze comprendono tutte quelle nuove forme di dipendenza in cui non è implicato l’intervento di alcuna sostanza chimica"
(LRpsicologia).

Il comune di Ospedaletto Euganeo (PD), venerdì 29 novembre alle ore 20.30, terrà un incontro proprio su tale tematica.

Crediamo possa costituire un'occasione utile soprattutto ai genitori di figli adolescenti che sempre più, oggigiorno, si trovano vittime di questi nuovi comportamenti sociali. Quelle che gli inglesi chiamano “New addictions” sono forme di dipendenza che, pur non comportando l'uso di sostanze psicoattive, hanno effetti preoccupanti che, se portati all'estremo, possono risultare addirittura devastanti.

Se avete l'occasione, fate un salto!









mercoledì 27 novembre 2013

L'adolescenza e le nuove dipendenze

L’adolescenza è una fase fondamentale del processo evolutivo, età di passaggio e transizione. Considerata l’età dell’oro, essa è delineata da specifiche caratteristiche e importanti cambiamenti (fisici, psicologici, emozionali,ecc..). 
Gli adolescenti infatti, presi dall'intraprendere il proprio viaggio verso la costruzione di un’identità adulta, non sono più né bambini né adulti. Essi rivendicano le proprie libertà e cominciano a dare maggior attenzione al gruppo dei pari: seguono determinati stili di consumo, specifici codici di linguaggio e di comportamento.
Il gruppo dei pari pertanto sostiene, protegge e ingloba l’adolescente, creando quell'impalcatura necessaria durante il rito di passaggio tra infanzia e adultità; fornisce senso di appartenenza, sostituisce affettivamente la famiglia, amplia le possibilità relazionali e costruisce anche i primi rapporti di coppia.
Nello stesso tempo, la famiglia del giorno d’oggi, pur di guadagnarsi l’amore del figlio è diventata permissiva, disponibile e eccessivamente accogliente. L’adolescente così, si ritrova spesso ad avere già tutto prima ancora di desiderarlo e quindi a lui risulta difficile separarsi da un ambiente-famiglia che si sostituisce, che ne anticipa tutte le difficoltà, spianandogli una strada che diventa infinitamente facile, senza sfide, conquiste o traguardi particolari da aspirare e raggiungere. Tuttavia l’insicurezza, il senso di essere indefiniti, marginali, può creare psicologicamente nell'adolescente un senso di Falso Sé.
Egli può sentirsi inadeguato, poco interessante, pieno di difetti fisici. E una scorciatoia per evitare tale senso di “non andare bene” può essere fornita dalle sostanze. Bevendo alcol, assumendo sostanze stupefacenti, il giovane può arrivare all'illusione di avere finalmente un sé adeguato, spigliato, disinibito, inserito, interessante, accettato.
Se un tempo, la dipendenza riguardava soprattutto l’uso di sostanze come droga e alcol, ora sono implicati anche altri i comportamenti che esprimono il senso di incompletezza e imperfezione presente in alcuni adolescenti. Internet, cibo, tecnologia, gioco d’azzardo, sesso e pornografia, sono tra le new addictions, le moderne dipendenze. Tali dipendenze spingono i giovani a trascurare altre cose, considerate meno importanti come per esempio la famiglia, gli amici, lo studio.
Dobbiamo essere molto attenti a ciò che fanno. La tecnologia diventa una gabbia: la rete fa viaggiare, ma può legare!
Per la famiglia di oggi il compito allora si fa ancora più difficile. Occorre rinegoziare continuamente i ruoli, sapendo trovare una distanza ottimale tra autonomia e coesione, tra attenzione amorevole e indipendenza concessa. Genitori in bilico, acrobati che si sacrificano per il bene dei figli da un lato, e figli che devono imparare a camminare da soli, sapendo che alle spalle c’è sempre una base sicura.