La comunicazione attraverso il telefonino, infatti, potrebbe finire per divenire l’unica capacità di mettersi in relazione e contemporaneamente la sua costante possibilità di contatto non stimola né la capacità di controllare il rinvio della soddisfazione dei bisogni che si concretizza nell’attesa, né la conseguente creatività che si sviluppa nell’attesa.
In tal modo, il pensiero lascia sempre più spazio all’azione, al prezzo dell’incapacità crescente di reggere la lontananza e il distacco, perdendo di vista che essi non sono esclusivamente pesi da alleviare, ma anche spazi che è possibile colmare coltivando quelle importanti dimensioni psicologiche rappresentate dalla fantasia e dalle immagini interiori.
Noi genitori vogliamo questo per i nostri figli? Vogliamo crescere adolescenti indecisi e insicuri e magari incapaci di prendere in mano la propria vita?
Lottiamo contro queste nuove dipendenze, aiutiamo i nostri figli a costruire la propria identità in modo pieno e autentico!
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